Edizione 2010

Daniela Bonanzinga, Libreria Bonanzinga, Messina

Alberto Ottieri: Buongiorno a tutti. Il Premio Luciano e Silvana Mauri premia un libraio che si è distinto nella sua carriera e che ha avuto - nel corso di questi anni - una vicinanza con la Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri. Le persone che sono state premiate...i criteri con cui noi scegliamo il libraio vincitore, sono un misto tra professionalità e affetto, tra frequentazione e importanza della libreria in un mercato che - come voi sapete - soprattutto per le librerie indipendenti cambia velocemente, e anche con grande difficoltà. Sono persone che con noi hanno attraversato questi ventisette anni, e sono relazioni che si sono trasformate da relazioni solo professionali a relazioni anche amichevoli...oramai noi li possiamo considerare amici della Scuola, della famiglia, del Comitato nel suo insieme. Anche quest'anno, con questi criteri, abbiamo scelto una persona che io reputo una delle persone più capaci sul mercato delle librerie indipendenti. E - vi assicuro - avendo visto le trasformazioni di questi ventitre, ventiquattro anni - vuole dire molto, molto coraggio, molta passione, molto impegno. La persona che dirige queste librerie fa la differenza fra avere successo e soccombere. Io sono molto contento di questa scelta, e passerei la parola a Lorenzo, a Maria Pace e a Stefano.

Maria Pace Ottieri: sia Luciano che Silvana avevano un particolare trasporto per i librai. Mi ricordo che non potevo muovermi da casa per un breve viaggio senza che mia madre mi desse un elenco di librai che eventualmente in Puglia, in Sicilia, avrei potuto incontrare per arricchire il mio viaggio. Come diceva il protagonista di "Auto da fé'" di Canetti, "il libraio è un re, ma un re non può essere un libraio". Questa scuola è nata per loro: erano, sono e dovranno sempre esserne i protagonisti. Quindi mi associo a questa contentezza, particolarmente perché premiamo un libraio del sud, doppiamente eroico...specie in questi anni...

Lorenzo Mauri: Sul libro vorrei dirvi la mia impressione. [...] Come ci hanno ricordato tante volte, proprio qua, Umberto Eco e anche Fabio Mauri...il rapporto col libro è un rapporto di coppia, polisensuale. C'è la carta, c'è l'odore, c'è il rumore delle pagine sfogliate, ed è un device – come mi pare Angelini abbia ricordato stamattina – avanzatissimo: il libro non ha bisogno di batterie, non ha bisogno di rete wi-fi, non stanca la vista, si può lasciare in giro senza che venga rubato...Ha molti vantaggi rispetto alla tecnologia. Per cui, torno ai librai: secondo me il lavoro del libraio è e sarà sempre più fondamentale, perché è un corollario, universo, ambiente intorno alla lettura del libro, per cui aiuta a dirigere, a orientare il lettore nelle scelte, a fargli trovare un ambiente confortevole in cui gli piace girare e cercare, ed è una fruizione del tempo libero. Fondamentale: secondo me il libro di carta, per la narrativa non sparirà mai. [...] il libro così come lo intendiamo noi non solo sopravviverà...ma attenzione a non puntare troppe carte sull'e-book, perché lì rischiamo veramente di perdere, perché c'è sempre qualcosa di più interessante da vedere su internet, che ci fa perdere tempo e ci distrae dalla passione della lettura.

Stefano Mauri: Bene. In coerenza con quello che ha detto Lorenzo– penso che la scuola ve l'abbia insegnato e forse lo sapevate già – prima di vendere i libri voi vendete la libreria, vendete l'atmosfera, l'ambiente, il vostro rapporto col cliente...ed è proprio in questa direzione che forse non poteva esserci premiata più adatta di Daniela Bonanzinga...una libraia che è un punto di riferimento, non solo per i lettori ma anche per le scuole, a Messina, dove forse essere librai è più difficile che esserlo con l'e-book, ed è stata remigina insieme a noi in uno dei primi corsi della Scuola per Librai. Complimenti! In aggiunta alla targa ed al premio in denaro, quest'anno Daniela avrà un bonus di mille euro da spendere o mandando un suo dipendente alla Scuola, qui a Venezia, o mandandolo ai corsi fatti durante l'anno.

Daniela Bonanzinga: Vi ringrazio. Sono molto emozionata...volevo ringraziarvi tutti, specialmente la famiglia Mauri, alla quale mi sento profondamente legata perché, quando ventisette anni fa, proprio in questa stessa sala, ho partecipato come allieva al primo seminario della Scuola Umberto e Elisabetta Mauri, ero molto emozionata...ero la più giovane, ero stata ammessa a questo corso e mi sentivo molto onorata. Da quel momento ho fatto un cammino molto lungo, per riprendere i toni di questi due giorni, un lungo lavoro. Ecco, credo che - alla fine - la libreria indipendente che eveidentemente vive un po' le difficoltà di tutti...certamente nel meridione, visto che si parla sempre più di due italie, si parla sempre di più di redistribuzione degli indici di lettura, della ricchezza...fare i librai a Messina è più eroico che farlo a Milano, evidentemente. Anche se io – come erede di una libreria di famiglia – ho cercato una strada che potesse essere il futuro di questa libreria, che è nata nel 1969 e l'hanno fatta i miei genitori, ma devo dire che in questi anni si è completamente trasformata. Il lavoro cui accennava Stefano è un lavoro importante. La mia è una libreria di varia, generalista che non ha mai fatto scolastica, e la libreria è diventata un polo di concentrazione, di consulenza culturale per il mondo della scuola. L'unica cosa che io credo è che tutte le persone che si occupano di libri in Italia, oggi, dovrebbero dedicarvisi con più intensità. Perché comunque la scuola bella o brutta che sia, intraprendente, tradizionale...continua ad essere il punto di appartenenza più importante per i lettori del domani, e tutto il mondo della docenza è l'unico preposto alla formazione dei lettori. Quindi, quello che vorrei dire a tutti i miei colleghi, sia quelli delle librerie indipendenti che a quelli delle librerie di catena è di dedicarsi con più spirito di servizio al mondo della scuola, anche perché – se si sente che c'è una creatura debole – bisogna cercare di supportarla. E siccome c'è tutto da sviluppare, auguro a tutti - in questa direzione - un buon lavoro, perché non credo che un paese che non pensa ai ragazzi possa fare investimenti in nessun settore: figuriamoci in quello della cultura! Spingo tutti a occuparsi con più serietà e con meno snobismo al mondo della scuola, perché è l'unico che abbia supportato in tutti questi anni, profondamente, la mia attività, e nonostante da anni mi sforzi di cercare altre cose interessanti, quando vedo questo ricambio di alunni, di docenti...questa crisi profonda che la scuola sta attraversando assieme al resto della Società, non vedo dove potrei indirizzare meglio le mie energie. Grazie.

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